Quadro normativo wireless.

Copiamo/incolliamo di seguito da diversi siti un riassunto della normativa vigente sul WiFi.

Normativa dal 2001 al luglio 2005

Fino al 2001 il riferimento legislativo per l’utilizzo di apparecchiature operanti nelle bande di frequenza [2,4 – 2,4835] GHz (comunemente detta banda a 2.4 GHz), [5,15 – 5,350] GHz e [5,47 – 5,725] GHz (comunemente dette bande a 5 GHz), utilizzate per la trasmissione wireless LAN, era dato dal DPR 447 del 5 Ottobre 2001.
Il decreto stabiliva che tali frequenze potessero essere impiegate solo nell’ambito di LAN ad uso privato, mentre per connettere una WLAN alla rete pubblica occorreva un’autorizzazione generale del Ministero nonché il pagamento di un canone.

Decreto del Presidente della Repubblica n. 447 del 5 Ottobre 2001 – Regolamento recante disposizioni in materia di licenze individuali e di autorizzazioni generali per i servizi di telecomunicazioni ad uso privato.

A partire dal gennaio 2002, il regolamento di attuazione dello stesso DPR 447 del 5 Ottobre 2001 consente l’utilizzo di dispositivi di WLAN che operano sulle bande di frequenza appositamente assegnate, senza più la necessità di richiedere alcuna concessione. Il quadro regolamentare definitivo per l’utilizzo della tecnologia Wi-Fi in ambito pubblico è dato però dal cosiddetto decreto Gasparri del 28 Maggio 2003, che regola le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni generali per la fornitura al pubblico dell’accesso Radio-LAN alle reti ed ai servizi di telecomunicazioni.
Decreto Gasparri 28 Maggio 2003 – Regolamentazione dei servizi Wi-fi ad uso pubblico.

 

La delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS) precisa che non è necessario disporre di licenza o autorizzazione per l’erogazione di servizi di connettività di rete nel caso l’attività commerciale non abbia come oggetto sociale principale l’attività di telecomunicazioni (es. bar, alberghi, centri commerciali)
Delibera n. 102/03/CONS – Disposizioni regolamentari in materia di autorizzazioni generali. 

Il Decreto Pisanu (luglio 2005)

Con il decreto “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”, noto come decreto Pisanu, del 27 luglio 2005, (modificato con la legge 31 luglio 2005, n. 155) alcune delle norme citate precedentemente sono state variate. Le norme si applicano ai fornitori di una rete pubblica di comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. In particolare:

  • L’articolo 6, comma 1, impone la non cancellazione di tutti i dati relativi al traffico telematico, escluso il contenuto delle comunicazione e limitatamente alle informazioni che consentono la tracciabilità degli accessi e dei servizi.
  • L’articolo 6, comma 3, modifica alcuni articoli del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”) e stabilisce che i dati relativi alle telecomunicazioni telematiche devono essere essere conservati per sei mesi e poi per ulteriori sei mesi.
  • L’articolo 7 invalida la delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (num. 102/03/CONS), indicando che è necessario richiedere un’autorizzazione al questore per chi mette a disposizione terminali telematici. L’autorizzazione va richiesta per chi ne fa attività prevalente o esclusiva, o per chi ha più di 3 terminali installati. Inoltre richiede la “preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili”.

Decreto Legge 27 luglio 2005, n.144 – Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale.

Legge 31 luglio 2005, n. 155 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale.

Il sucessivo decreto attuativo fissa in modo rigido le modalità di acquisizione dei dati anagrafici dei soggetti utilizzatori; in particolare vengono richieste:

  • l’acquisizione dei dati riportati su un documento di identità, “nonché il tipo, il numero e la riproduzione del documento presentato dall’utente”;
  • la raccolta e l’archiviazione di tali dati “con modalita’ informatiche” (l’archiviazione cartacea è possibile solo in presenza di non più di tre terminali);
  • la validità massima di 12 mesi, dall’ultima operazione di identificazione, per gli abbonamenti, forniti anche mediante credenziali di accesso prepagate o gratuite, nel caso che il fornitore renda disponibili apparecchi terminali collocati in aree non vigilate;
  • la conservazione dei dati stessi fino al 31 dicembre 2007;
  • lo stesso obbligo di identificazione imposto ai titolari o gestori di un esercizio pubblico o di un circolo privato che mettono a disposizione di clienti o soci apparecchi terminali, ai soggetti che offrono accesso alle reti telematiche utilizzando tecnologia senza fili in aree messe a disposizione del pubblico.

Decreto del Ministero dell’Interno del 16 agosto 2005 – Misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili […]

Il Decreto Landolfi (ottobre 2005)

Il decreto del Ministero delle Comunicazioni liberalizza l’erogazione di servizi Wi-Fi nel territorio nazionale, modificando il precedente decreto Gasparri 28 Maggio 2003. In particolare:

  • L’articolo 1 liberalizza il servizio su tutto il territorio nazionale, eliminando l’obbligo di fornire il servizio in aree a frequentazione pubblica o locali aperti al pubblico.
  • L’articolo 2 obbliga i soggetti autorizzati a consentire l’accesso indipentemente dalla tecnologia utilizzati, favorendo di fatto gli accordi di roaming tra operatori diversi.
  • Inoltre questo articolo si introduce il cosiddetto “Diritto d’antenna”: l’installazione di apparati e antenne deve essere garantita a condizioni “eque, trasparenti e non discriminatorie”. Non ci potranno essere quindi installazioni di apparati in esclusiva per alcuni operatori.
  • L’articolo 3 indica in 60 giorni il termine della sperimentazione per i soggetti che stanno già fornendo un servizio in maniera sperimentale.
  • L’articolo 4, riprendendo il decreto legislativo 1° agosto 2003 n. 259, mantiene il regime di autorizzazione generale per i soggetti che vogliono fornire servizi radiolan. Tale autorizzazione è da richiedere alla Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione del Ministero delle Comunicazioni.

Decreto Landolfi 4 ottobre 2005 – Decreto sul Wi-Fi

Il Decreto Legge n. 248 (dicembre 2007)

Il decreto legge n. 248, “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria”, del 28 dicembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2007 (successivamente modificato dalla legge n. 31/08 del 27 febbraio 2008) modifica il decreto Pisanu del 27 luglio 2005, prorogandone i termini. In particolare:

  • L’articolo 34 modifica gli articoli 6 e 7 del citato decreto Pisanu, postponendo il termine per la conservazione dei dati alla data di approvazione della direttiva europea 2006/24/CE e comunque non oltre il 31 dicembre 2008; il termine per la richiesta della licenza al questore è posticipato al 31 dicembre 2008.

Decreto Legge n. 248 28 dicembre 2007 – Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria.

Legge 27 febbraio 2008, n. 31 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria.

La Direttiva Europea 2006/24/CE (15 marzo 2006)

La direttiva europea 2006/24/CE, “riguardante la conservazione di dati generati o trattati nell’ambito di fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione”, del 15 marzo 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 105/54 del 13 aprile 2006 chiarifica i dati oggetto del trattamento e i relativi termini di conservazione. In particolare:

  • L’articolo 5 indica quali sono i dati da conservare per l’accesso Internet, la posta elettronica via Internet e la telefonia via Internet, ovvero
  • data e ora del log-in e del log-off del servizio di accesso Internet sulla base di un determinato fuso orario, unitamente all’indirizzo IP, dinamico o statico, assegnato dal fornitore di accesso Internet a una comunicazione e l’identificativo dell’abbonato o dell’utente registrato;
  • data e ora del log-in e del log-off del servizio di posta elettronica su Internet o del servizio di telefonia via Internet sulla base di un determinato fuso orario.
  • L’articolo 6 indica che il periodo di conservazione dei dati non deve essere inferiore a 6 mesi e superiore a 2 anni.

Direttiva Europea 2006/24/CE 15 marzo 2006 – riguardante la conservazione di dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione.

Il Decreto Legislativo n. 109 (30 maggio 2008)

Il decreto legislativo n. 109, “Attuazione della direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE”, del 30 maggio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 2008 attua la direttiva europea 2006/24/CE del 15 marzo 2006. In particolare:

  • L’articolo 2 modifica l’articolo 132 del “Codice in materia di protezione dei dati personali, prevedendo un periodo di 12 mesi per la conservazione dei dati di tipo telematico.
  • L’articolo 3 indica la categoria di dati da conservare. Per quanto riguarda i dati di traffico telematico, le categorie di dati sono:
    • nome e indirizzo dell’abbonato o dell’utente registrato a cui è stato assegnato univocamente un indirizzo IP;
    • indirizzo IP utilizzato e indirizzo di posta elettronica identificativi del mittente e indirizzo IP e nome a dominio pienamente qualificato del mail exchanger host, per l’invio della posta elettronica;
    • indirizzo IP utilizzato, numero telefonico e dati anagrafici identificativi del mittente, nel caso di servizi di telefonia via Internet.

Decreto Legislativo n. 109 30 maggio 2008 – Attuazione della direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE. 

Decreto Legislativo n. 196 30 giugno 2003 – Codice in materia di protezione dei dati personali.

I limiti di potenza attuali

I limiti di potenza, secondo le norme ETSI attuali, per i servizi radiolan sono:

100 mW per la banda a 2.4 GHz. 1 W per la banda a 5 GHz.