Doppia firma addio!

Il 5 marzo scorso, il senatore Enrico Musso ha presentato un disegno di legge che promette di agevolare fortemente lo sviluppo dell’e-commerce. Il ddl Musso – composto di un solo articolo – modifica la parte del Codice civile che si occupa delle condizioni generali di contratto (art.1341 Cc), e affianca alla tradizionale sottoscrizione (anche digitale) delle condizioni generali di contratto, una diversa modalità di accettazione basata sull’utilizzo di processi tecnologici che garantiscono lo stesso risultato della “doppia firma”.
Così facendo cade l’ultimo ostacolo per la completa dematerializzazione dei processi di acquisto online in ambito business-to-business in tutti quei casi dove la “forma scritta” è facoltativa (cosiddetti contratti “a forma libera”). La normativa attuale prevede che le condizioni generali di contratto che contengono clausole particolarmente gravose per chi le subisce (scelta del giudice competente in caso di controversie, limitazioni di responsabilità eccetera), devono essere approvate specificamente e per iscritto. Questo obbligo di legge vale anche per i contratti a forma libera, che tuttavia, nella pratica devono essere per forza stampati su carta e firmati perché le clausole in questione siano valide. In realtà, però, la garanzia di questo meccanismo giuridico è solo formale. Basta pensare a quante volte si firma senza rendersi effettivamente conto di quello che si sta facendo. Da questo punto di vista, le cose non cambiano con l’uso della firma elettronica (peraltro poco diffusa e poco efficiente da usare). Il ddl Musso, invece, è un vero e proprio uovo di Colombo. La procedura di acquisto di seri operatori di e-commerce – come Amazon.com, per esempio – è talmente ben strutturata e rispettosa dei diritti dell’acquirente, che è praticamente impossibile acquistare qualcosa per errore. Dunque, il procedimento tecnologico è molto più garantista del meccanismo della doppia firma, e il ddl non fa altro che prendere atto di una realtà nota al mercato già da quindici anni.
Di Andrea Monti – Nòva – Ilsole24ore