Da “L’opinione delle Libertà”.

Edizione 227 del 24-10-2008

Parla Enrico Musso

“Un filo conduttore lega le vicende di questi giorni”
di Marco Giusti

A proposito dell’azione della Magistratura in Liguria abbiamo sentito il parere del senatore Enrico Musso (PdL), che lunedì prossimo 27 ottobre organizza un convegno sul caso della moschea di Genova. Secondo il senatore “C’è un filo conduttore che lega le vicende in evidenza in questi giorni, e cioè lo squilibrio nell’organizzazione del lavoro”.

Musso non intende entrare nel merito “se non come cittadino che vede da un lato azioni solerti e minuziose, mentre in altri casi osserva la mancanza di indagini e interventi incisivi, anche a proposito di questioni di grande rilievo come la cementificazione delle coste”. Rispetto al caso del bimbo chiamato Venerdì, il senatore Musso ricorda che “la moglie di Cuccia si chiamava Idea Socialista” e che “non ci dovrebbero essere intromissioni eccessive da parte della burocrazia, dello Stato, della magistratura, come sembra essere avvenuto in questo caso per cui il vero scandalo è lo spreco di risorse e tempo. Lo stesso vale per il caso Delfino/Cavo. La cosa che da lettore di notizie mi apparve grave ai tempi fu la possibilità che Delfino ebbe di reiterare gli assassini, pur essendo un sospettato grave. Al contrario colpisce l’immediatezza dell’intervento contro Ilaria Cavo. Il punto da risolvere è il solito che troviamo in tutti i nodi critici italiani: l’ottimizzazione delle risorse e delle energie umane. Spero comunque che siano stati due persone diverse, i magistrati che si sono occupati del controllo del serial killer e delle intercettazioni rese pubbliche dalla Cavo. Ciò spiegherebbe meglio la differenza nei tempi di intervento. E’ bene dare maggior valore a ciò che merita la priorità e un’azione massiva, è opportuno migliorare l’organizzazione e l’incisività della magistratura, col contributo attivo della politica, visto che la Giustizia è uno dei fondamenti della vita di ognuno.